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CURRENT & UPCOMING / 30 settembre . 28 novembre ORA SERRATA – solo exhibition feat. Alessandro Di Pietro, NastyNasty, Alberto Zanchetta curated by Valeria Raho – Villa Contemporanea, Monza (Mb);


3 . 6 settembre VERTICAL LIMITS: research on post-human – Arianna Uda, Armin Linke, Bernardi Roig, Bertozzi & Casoni, Ctrlzak, Damien Hirst, Daniele Carpi, Eltjon Valle, Greg Colson, Jacopo Mazzetti, Maria Lucrezia Schiavarelli, Mario Scudeletti, Nicus Lucà, Paolo Grassino, Patrizia Emma Scialpi, The Bounty Killart, Tom Sachs, Vik Muniz, Keith Haring – M.AR.C.O, Monza (Mb);

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MAGGIO 2015
HEADS
Yellow 
c/o Zentrum (Yellow / Surplace / Ris(s)e)
Via S. Pedrino 4
Varese

























Ritratti, teste di vecchi, di donne, di ignoti. Autoritratti, volti di star e di amici, lineamenti evanescenti, teste scomparse e teste mancanti. Teste. 

Nel corso della storia dell’arte, la testa ha accentrato pensieri e attenzioni di maniacali ed esperti ritrattisti, per lo più in cerca di una fedele somiglianza al vero. Infatti, nel tentativo o nella tentazione di ergersi a nuovi creatori della “real persona”, molti speravano e alcuni riuscivano, di suscitarne una ancor più vera, ispezionando l’anima del soggetto, fino a legarla indissolubilmente alla sua effige. Sventurato fu Dorian Gray. 

Altrettanto numerose sono le testimonianze pittoriche di teste che non necessariamente ambivano a essere carta d’identità di un soggetto, ma che primariamente fungevano da studi per composizioni più complesse oppure esercitazioni fini a se stesse, utili ad affinare la mano nella messa a punto di uno sguardo, dei capelli, di un orecchio. Teste che partorirono numerose altre identità, reali o fittizie. 
Rubens, tra i tanti, era solito eseguirne innumerevoli esemplari: teste di fronte, di profilo, singole o a coppie, come sperimentazioni in funzione dei suoi quadri o come guida per tutta la bottega. Molte sono le teste di vecchio dipinte dal Tiepolo, pensanti e meditative, quasi a suggerire l’eterna magnificenza dei grandi pensatori della storia. Mistero e grazia sono celebrati nelle teste di donne e di fanciulle, da Leonardo Da Vinci a Renoir. Di morte e crudeltà sono monito quelle di Géricault. Malinconiche e innumerevoli, quelle di Van Gogh, che sembra incontrarle tutte alla fine del giorno, di ritorno dai campi, illuminate dalla luce calda di una candela accesa, ultimo ristoro dopo le fatiche di un’intera giornata. E ancora: teste per mano di Paolo Uccello, di Dürer, di Rembrandt, di Modigliani, di Malevič, di Dalì, di Picasso...
Teste “vere” eppur ignote. Introspezioni psicologiche, non si sa bene di chi: di qualcuno, di uno, di nessuno… Certo dell’uomo, dell’Homo Sapiens. 
Mai come nella specie umana, la testa rappresenta il bene più prezioso, custode del pensiero, cammeo dell’intera persona, vanto della propria personalità, specchio o, meglio, superficie di una vita profonda come un pozzo, i cui riverberi affiorano in alto, tra le increspature, la pienezza e gli spigoli.
Il volto, incorniciato nel capo, diventa allora meridiana di un tempo che è giudice e tiranno per tutti, promemoria di una vita splendida e mortale. Speranze affiorano luminose sugli incarnati e fantasmi si annidano nei solchi scavati dai giorni e dalle emozioni.

In questa prospettiva, secondo queste e altre aspirazioni, si collocano le teste dipinte da sedici pittori contemporanei, invitati a confrontarsi sul tema. Alla ricerca di se stessi, di un’infanzia creativa mai perduta, del mistero di uno sguardo adorno di tradizioni e mitologie, di tracce e rimasugli di quello che poteva essere e non è più, essi mandano in scena storie, citazioni, evocazioni, memoriali e oblio. Scandagliando una condizione umana, tutti abbandonano l’esercizio, andando in cerca, piuttosto, già di un tutto che si dischiuda lì, in una composizione apparentemente piccola, fatta di lineamenti, segni, tratti somatici distintivi oppure vaghi, identità rivelate o nascoste. Esistenze o, molto più semplicemente, teste. (Vera Portatadino) 
Yellow 
Artist-run space focused on painting 
directed by artist Vera Portatadino
c/o ZENTRUM
Via S. Pedrino 4
21100 Varese

http://yellowspace.jimdo.com/

_ MARZO 2015
Non siamo mai andati sulla Luna
Mars - Milan Artist Run Space
Via G. Guinizelli
Milano

























Non siamo mai andati sulla luna è il titolo del libro su cui appare per la prima volta nei media, nel 1976 la Teoria del complotto lunare, secondo cui le missioni del programma Apollo non avrebbero realmente trasportato gli astronauti sulla Luna. Questa doppia credenza tra realtà e finzione è divenuta però col tempo una consuetudine tanto che oggi non ce ne curiamo più.

La necessità di raggiungere qualcosa di lontano o di improbabile si spinge al limite del possibile ma diventa costantemente insufficiente tanto da lasciarci ogni volta incompleti, questo non accadrebbe però se ci convincessimo di rimanere sulla terra pur rimanendo attratti dall’universo esterno.

L’arte ha il compito di farci “sentire l’aria di altri pianeti” e come scrisse Stefan Geroge con questi versi, è un’idea che percorreva gran parte del Novecento e nella quale il desiderio di evadere dal mondo corrispondeva alla convinzione di non appartenergli totalmente. Questo accade ancor di più oggi e il fatto di non essere mai andati sulla luna è un dato reale sia per noi cinque artisti che forse per il resto del genere umano, ma ciò non limita la nostra attrazione verso luoghi lontani ed inesplorati del cosmo e dell’immaginazione umana.

Il richiamo per l’altrove diventa quindi l’equivalente di una perdita secca, di un distacco dalle radici, significa evadere verso altri pianeti, dove l’allontanamento senza ritorno si ricongiunge alla metafora della psiche.

In ciascuno dei lavori in mostra le immagini vengono riproposte usando la dislocazione, la messa in scena, la simulazione, la fiction, usando il rallenty, la ripetizione nei found-footage, o semplicemente parlando d’altro, coprendo e tacendo ma in modo talmente esasperato che si ottiene l’effetto opposto, attraverso l’omissione e la scarnificazione di un immaginario assodato.

http://www.marsmilano.com/

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Patrizia Emma Scialpi
NEITH
Senso Plurimo 6 a cura di Marinilde Giannandrea
testi di Valeria Raho
Cantieri Teatrali Koreja
Lecce


Inaugurazione venerdì 6 marzo 2015 ore 19.00

Quarto appuntamento di Senso Plurimo n.6, rassegna di arti visive dei Cantieri Teatrali Koreja curata dalla giornalista e critica Marinilde Giannandrea.
Venerdì 6 marzo alle ore 19.00 inaugura Neith progetto di Patrizia Emma Scialpi.

Neith è il nome di un ipotetico satellite del pianeta Venere avvistato da vari astronomi a partire dal XVII secolo e ufficialmente da Giovanni Domenico Cassini nel 1686. Nel 1766 il direttore dell’osservatorio di Vienna, Maximilian Hell, pubblicò un trattato nel quale dichiarava che tutte le osservazioni del satellite erano illusioni ottiche, arrivando infine alla conclusione che Neith in realtà non era mai esistito.



Con questa premessa Patrizia Emma Scialpi ci introduce al suo viaggio dentro le costanti relazioni tra “arte e illusione”, in quel processo di messa a fuoco mentale che circonda l’attribuzione di significato alle immagini che osserviamo. Costruisce un piccolo planetario domestico che trova casa dentro i limiti terrestri, trasformando il dettaglio in un satellite, il movimento in un razzo interstellare. Recupera e costruisce con lo stupore dello sguardo (il suo e il nostro) una misteriosa bellezza e, come spesso succede nei suoi lavori, l’autosservazione diventa un trampolino per riflessioni più ampie che includono in questo caso l’asperità di quei desideri che lanciamo alle stelle. Perché non è sempre facile distinguere ciò che giunge dal di fuori da ciò che noi supponiamo di sapere, disincagliare i sogni da quell’ingombrante peso terrestre che ci ancora ai dati dell’esperienza visiva e alle supposizioni della nostra memoria emotiva. 

In questo costante alternarsi tra terra e spazio, tra vincolo del vicino e quel peso della gravità che non ci concede di liberare sguardo oltre i limiti dell’ancoraggio, si possono però – e direi per fortuna – verificare scoperte che inducono a osservare con occhi nuovi il mondo visibile, in un processo che si attiva misteriosamente dentro le forme, i colori, la luce e le immagini in movimento. Perché in questa minimale visione planetaria, che Patrizia ha costruito e alla quale Stefano Urkuma De Santis ha dato un suono, si potenzia di fatto quella confusa ambiguità della visione che sta dietro il velo dell’illusione, e si concede, nonostante tutto, la possibilità di trovare uno spazio per quella che Coleridge chiama una «volontaria e momentanea sospensione dell’incredulità». (Marinilde Giannandrea).
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FEBBRAIO 2015
Vetrina
Spazio Soap
Milano


Inaugurazione: 10 febbraio ore 21.00 - 24.00

Vetrina di STUDI #01 - Festival cura di Vincenzo Chiarandà, Anna Stuart Tovini, Claudio Corfone e Rebecca Moccia con il supporto dell’Associazione freeUnDo. 
Soap si propone come preview dell’evento, un link tra opera esposta e la ricerca svolta all’interno dello studio di ciascun artista.

Andrea Magaraggia /Gianni di Rosa / Claudio Corfone / Serena Porrati / Francesco Fossati / Emanuela Rizzo / Michele Guido / Andrea Cerruto / Serena Fineschi / Marco Andrea Magni / Nicole Colombo / Lucia Cristiani / Luca Loreti / Sophie Ko Chkheidze / Mattia Barbieri / Monica Mazzone / Silvia Mariotti/ Rebecca Moccia / Ornaghi&Prestinari / Andrea Mineo / Emanuele Marullo / Nicole Bacchiega / Michael Rotondi / Giulio Zanet / Adi Haxhiaj / BROS / Cosimo Filippini / Simona Andrioletti / Claudio Matthias Bertolini / Josephine Pasura /Lara Loorber / Davide Genna / L’orMA / Simone Vegro / Simone Masetto Maghe / Federica Ferzoco / Fondazione A. Cravan / Camilla Marinoni / Michela Petoletti / Lara Cordublas / Alice Pedroletti / Nicola Felice Trocoli / Fondazione A. Cravan / Paola Alborghetti / Eckehard Fuchs / Nicola Padovani / Adi Haxhiaj / Marcello Tedesco / Luigi Massari / Giuseppe Costa / Lucia Veronesi / Francesca Longhini / Uncut / Raluca Andreea Hartea / Lorenzo Zavatta / Giuliano Cataldo Giancotti / Tommaso Gatti / Cristiana Palandri / Luca Miscioscia / Nicola Felice Torcoli / Chiara Licata / Daniele Fabiani / Nadia D’Alessio / Matteo Cremonesi / Enrico Smerilli / StudioStudio / Ylbert Durishti / Isabella Mara / Marta Cereda / Rebecca Agnes / Carlo Di Pasquale / Cristiano Menchini / Alessandro Sambini / Violetta Uboldi / Martino Saccani / Sara Rambaldi / Marco Chiesa / Niccolò Spirito / Alessia Martinez / Patrizia Emma Scialpi / Mahmoud Saleh Mohammadi / Francesca Lolli

SOAP, via Petrella 20 - Milano
Apertura mostra: 11 - 12 febbraio 2015 dalle 15.00 alle 20.00

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Zèugma: parlare e lagrimar vedrai insieme
Progetto di Patrizia Emma Scialpi 
Testi di Valeria Raho
Dimora Artica
Milano

Inaugurazione martedì 10 febbraio ore 18.30

Nico Angiuli / The Cool Couple / Stefano Urkuma De Santis / Martino Nencioni


In occasione del Festival Studi, Dimora Artica presenta un progetto dell’artista Patrizia Emma Scialpi: Zèugma, rassegna a cadenza irregolare
che accoglie al suo interno opere sonore e video presentate simultaneamente. Svincolata da uno spazio fisico prestabilito, questa rassegna ha una natura fluida, versatile e dal carattere progettuale: in
questa prima tappa i video dell’artista Nico Angiuli e del collettivo The Cool Couple si intrecceranno con i suoni delle composizioni di Martino Nencioni e Stefano “Urkuma” De Santis. Le opere, concepite e realizzate da ogni artista per vivere in maniera indipendente, saranno messe nella condizione di intersecarsi e dialogare generando nuove e inaspettate modalità di lettura.



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GENNAIO 2015
Doble retorno
Exhibition Hall, UPV, Auditorium Alfons Roig
Ficae Festival
Valencia


The Chair of Art and Diseases, a program developed by the Polytechnic University of Valencia (UPV) and Proddigi Films, calls for entries for the 1st International Art and Diseases Short Film Festival – FICAE; inviting all audiovisual artists who wish to show their work in the following categories: Documentary Short Film, Fiction Short Film and Animated Short Film.
FICAE’s goal is to promote awareness and social consciousness of disease as a life process, and also to de-stigmatize Hepatitis C – as well as other treatable diseases – through positive visions. Furthermore, we seek to stimulate artistic audiovisual creation, in order to make these health conditions visible on a larger scale and to share knowledge about these diseases with the world. 


Facultat de Belles Arts

Universitat Politécnica de Valéncia

Camino de Vera s/n 

46022 València



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DICEMBRE 2014
Frammenti d'Italia #3
a cura di Francesca Guerisoli
Sala Dogana, Palazzo Ducale,
Genova

Inaugurazione venerdì 12 dicembre 2014 ore 18.00


La mostra “Frammenti d’Italia #3″ a cura di Francesca Guerisoli, che si terrà nella Sala Dogana di Palazzo Ducale dalle ore 15.00 alle ore 20.00, comprende proiezioni ed installazioni video di 16 tra artisti e collettivi attivi sul territorio italiano; i lavori trattano situazioni e problematiche di tipo sociale, politico, economico, culturale e ambientale riferite a specifici contesti locali del nostro paese.
Artisti in mostra: Fabrizio Bellomo, Enzo Celibe, Emma Ciceri, Leone Contini; Iginio De Luca, Donatella Di Cicco, Giuseppe Fanizza, Daniella Isamit Morales, Valentina Maggi, Pietro Mele (Movimentomilc), Chiara Mu, NoiSeGrUp, Fabio Scacchioli, Patrizia Emma Scialpi, Giuseppe Stampone.
































NOVEMBRE 2014
Premio Fabbri per le Arti Contemporanee
a cura di Carlo Sala
Villa Brandolini
Solighetto di Pieve di Soligo (Tv)


Inaugurazione e premiazione: sabato 29 novembre ore 17.30



I finalisti della terza edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee:

Arte Emergente: Paola Angelini, Matteo Antonini, Filippo Armellin, Edoardo Aruta, Martin-Emilian Balint, Fatima Bianchi, Pamela Breda, Francesco Cardarelli, Claudio Corfone, Veronica de Giovanelli, Andrea Delai, Sara Faccin, Silvia Giambrone, Daniele Giorgis, Anna Gramaccia, Francesco Irnem, Francesca Longhini, Filippo Luini, Elena Mazzi, Ryts Monet, Anna Pavone, Barbara Prenka, Nuvola Ravera, Giovanni Sartori Braido, Patrizia Emma Scialpi, Caterina Silva, Claudia Sinigaglia, Valentina Sommariva, Adriano Valeri e Špela Volčič




Fotografian contemporanea: Giulia Agostini, Valentina Boner, Sanghita Bruno, Andrea Buzzichelli, Marco Cadioli, Stefano Cagol, Chiara Corica, Paola Dallavalle e Fulvio Guerrieri, Alessandro Dandini de Sylva, Giuseppe De Mattia, Christian Fogarolli, Eva Frapiccini, Marcello Galvani, IOCOSE, Simona Luchian, Giovanni Mantovani, Silvia Mariotti, Luca Massaro, Tommaso Mori, Sylvia Morin, Stefano Parrini, Lucia Pizzinato, Luca Pozzi, Giovanni Presutti, Wu Rui, Fabio Sandri, Alberto Sinigaglia, Enrico Smerilli, Lamberto Teotino e The Cool Couple.


Per Info: www.fondazionefrancescofabbri.it  premio@fondazionefrancescofabbri.it

_ OTTOBRE 2014
Premio Lissone 2014
a cura di Alberto Zanchetta
MAC - Museo d'Arte Contemporanea, Lissone
Lissone (Mb)


Inaugurazione sabato 25 ottobre 2014, ore 18:00 
Esposizione delle opere degli artisti finalisti e sezioni ad invito






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AGOSTO 2014
APULIA LAND ART FESTIVAL Edizione 2014
Bosco di Cardigliano
Specchia (Le)

Progetto di residenza artistica a cura di Francesca Guerisoli

Artisti: Nico Angiuli | Emanuela Ascari | Fabrizio Bellomo | Enzo Calibè
| Oppy de Bernardo | Daniela di Maro | Silvia Giambrone | Annalisa Macagnino | Valentina Maggi Summo | Sabrina Muzi | Patrizia Emma Scialpi | Salvatore Tulipano | Giacomo Zaganelli | Virginia Zanetti


Patrizia Emma Scialpi - Tre Giorni Dopo, installazione per Apulia Land Art Festival, 2014



http://www.progettoalchimie.it/


_ 13 GIUGNO / 13 SETTEMBRE 2014
DRAWINGS FROM A BLIND LINE
Villa Contemporanea
Monza (Mb)



Inaugurazione venerdì 13 giugno 2014 dalle ore 18.30





Paola Alborghetti / Daniele Arosio / Giulia Berra / Mirko Canesi / Daniele Carpi / JacopoCasadei / Francesca Ferreri / Fiorella Fontana / Eckehard Fuchs / Luigi Massari / Valentina Perazzini / Eva Reguzzoni / Laura Santamaria / Maria Lucrezia Schiavarelli / Patrizia Emma Scialpi / Mario Scudeletti / Eugenia Vanni


La “linea cieca” che dà origine al titolo della mostra, è uno spazio attraverso il quale riaffiorano le nostre sensazioni, il nostro vissuto e la nostra coscienza; le opere che da qui provengono sono molto differenti tra loro, ma rappresentative di ciascun artista. 




Villa Contemporanea 

via Bergamo, 20 Monza 

mar - sab 15 / 19 

Ingresso libero


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31 MAGGIO / 7 GIUGNO 2014
Extradelicato 2
Via Privata Pantelleria, 5
Milano

Inaugurazione sabato 31 maggio ore 18.00


Tutte le parole fanno onestamente il proprio mestiere e tutte quante hanno una vita oltre il pregiudizio d’uso abituale. Quando ci troviamo di fronte a questi incidenti della lingua, sorridendo ci stupiamo ad esempio che un’esperienza estrema possa fondere in una collisione, la delicatezza con il coraggio. 

Ci vuole coraggio per ridere e per perdonare. 



Una collettiva è introdursi in modo furtivo in tanti piccoli percorsi individuali, visitarli per intravedere spiragli di un percorso più ampio da percorrere. Per i pagamenti delle opere con i buoni pasto ci riserviamo il diritto di trattenere il 10% in più sulla spesa effettuata. Panna dispositiva, panna differenza. 




Iniziare a dimenticare il mondo mi sembra, prima di tutto, un ottimo invito per incominciare a guardare. Deve esistere un luogo verso cui tutti i pensieri barbari sono diretti, quando lo sguardo corre verso sud e scivola dietro l’orizzonte: andare piano per non scomparire. 



Artisti: Alessandro Di Pietro, Mattia Barbieri, Ornaghi & Prestinari, Luca Pozzi Marco Andrea Magni, Silvia Mariotti, Patrizia Emma Scialpi, Claudio Corfone, Lorenzo Morri, Rebecca Moccia, Francesco Locatelli* Jacopo Rinaldi, Francesco Fossati, Elisa Macellari, Monica Mazzone Luca De Angelis, Gianni Di Rosa, Andrea Magaraggia Luigi Massari, Marco Di Pietro, Marzia Corinne Rossi. 


http://extradelicato2.tumblr.com

_ 23/25 MAGGIO 2014
quasi Aperto
a cura di Paola Brusati, Antonella Gradellini 
Associazione 89/a, FreeUndo
Casa degli Artisti
Milano

quasi Aperto nasce dal desiderio di un confronto tra discipline e generazioni diverse sul fare arte, sulla necessità di spazi di produzione, condivisione e dialogo ma anche sullo spazio fisico, sull'utilizzo delle risorse esistenti e delle potenzialità del territorio. L'Associazione 89/a dà così seguito alla proposta di progetto per la ristrutturazione e nuova gestione della casa consegnato al Comune di Milano nel 2012. 

In questa tre giorni, artisti di varie discipline si confrontano intorno a un edificio storico, creato per incentivare e favorire le arti. 




La mostra ospita opere di alcuni autori “storici” che hanno avuto per anni il loro luogo di lavoro all'interno dell'edificio o collaborato con gli artisti della Casa: Giuseppe Spagnulo, ferro spezzato, Paola Brusati anima animale, Paul Goodwin barca risuonante, Franco Tripodi, Spazio minimo, Chiara Pellegrini, punto di avvistamento. 

Accanto a questi vediamo artisti più giovani, legati dall’esperienza fatta presso la vicina Accademia di Belle Arti di Brera nel corso di Gianni Caravaggio: Simona Andrioletti, Bros, Ryan Contratista Aria sublimazione 2012, Rebecca Moccia. 



Dialogano con queste esperienze altri giovani, milanesi di adozione, che attraverso la loro pratica artistica vanno alla ricerca proprio di quelle stesse dinamiche produttive di condivisione e contaminazione che hanno animato l'attività che ha avuto sede fino al 2007 nella Casa degli Artisti: Patrizia Emma Scialpi, Lucia Barbagallo, Patrizia Bonardi, Chiara Luraghi, Carlo Michele Schirinzi, Iva Kontic, Terzo Fuoco, Stefano Urkuma De Santis e Claudio Corfone. 



L’Archivio Luciano e Carla Fabro presenta un regesto iconografico delle edizioni Per l’Arte, autoprodotte e autofinanziate da Jole De Sanna, Luciano Fabro, Hidetoshi Nagasawa e dal gruppo di artisti che lavorano con loro. 



In continuità con l'esperienza ventennale del laboratorio di liuteria nella Casa degli Artisti, si tiene per la prima volta in Italia una maratona di liuteria: una squadra di giovani allievi della Civica Scuola di liuteria di Milano lavora 24ore su 24 per costruire un violino in 3 giorni: Giulio Amato, Nicolas Bonet, Marianna Ercole, Teresa Maino, Valerio Nalin, Giacomo Nibid, Agustein Ouchi Kenshin, Palmiro Pianpiani, Gabriele Pirronitto, Giacomo Rocca, Gino Sfarra e Daniele Tassi con coordinamento di Pierre Bohr, Stefano Gibertoni e Lorenzo Rossi. 

In via Cazzaniga è attiva la Tavola dei segni, ingorgo artistico, a cura di Edi Sanna: tavola imbandita con attrezzi per l’incisione grafica sulla quale i passanti possono cimentarsi assieme agli artisti.  


quasiAperto 
a cura di Paola Brusati e Antonella Gradellini 
organizzazione: Antonella Gradellini e Maria Grazia Recrosio 
documentazione fotografica: Danilo Borrelli e Marco De Giovanni 
pagina web a cura di undo.net (clicca qui)


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4/25 MAGGIO 2014
FRAMMENTI D'ITALIA
a cura di Francesca Guerisoli
Di.St.Urb
Scafati (Sa)


Inaugurazione venerdì 4 maggio 2014, ore 20.00



Frammenti d'Italia è il titolo della rassegna video, a cura di Francesca Guerisoli, che dal 4 maggio sarà presentata dal Collettivo Di.St.Urb. negli spazi del circolo culturale scafatese TENAX. Il progetto inedito, strutturato dalla curatrice in relazione al focus del Distretto di studi e relazioni urbane/in tempo di crisi è costituito dai lavori di 12 tra artisti e collettivi italiani: Fabrizio Bellomo, Emma Ciceri, Leone Contini, Iginio De Luca, Donatella Di Cicco, Pietro Mele, {movimentomilc}, Chiara Mu, Alessandro Nassiri, NoiSeGrUp, Patrizia Emma Scialpi, Giuseppe Stampone. 

I video selezionati trattano particolari situazioni e problematiche di tipo socio-politico legate al paese. L'accento viene posto sia su particolari situazioni locali – di cui le specifiche vicende narrate dai video in taluni casi sono sovrapponibili al contesto nazionale –, sia su questioni relative al contesto politico, sociale, culturale, economico italiano: la situazione istituzionale del paese (Iginio De Luca), la convivenza con l’attività di un aeroporto NATO in Sardegna (Pietro Mele), gli avvenimenti violenti del G20 di Londra e del G8 di Genova (Chiara Mu), le speculazioni legate al terremoto nella città de L'Aquila (Giuseppe Stampone), la narrazione di una città attraverso frammenti visivi (Patrizia Emma Scialpi), le problematiche relative alla realizzazione di discariche di amianto in città (NoiSeGrUp), gli atteggiamenti di venditori ambulanti posti di fronte al mezzo fotografico (Fabrizio Bellomo), la manodopera immigrata in relazione al marchio del "Made in Italy” (Leone Contini), fabbriche e lavoro nel nostro paese dal punto di vista di un operaio “pentito” ({movimentomilc}), la perdita della lingua italiana attraverso tre generazioni di donne che hanno lasciato il paese (Donatella Di Cicco), la dialettica individuo e folla nel corso di una manifestazione studentesca (Emma Ciceri), l'investimento in cultura visto dai cittadini (Alessandro Nassiri). 

Ne emerge una ricostruzione per frammenti attraverso problematiche legate all'attuale momento storico. Un'articolazione tematica che, ben lungi dal voler essere esaustiva, intende proporre il punto di vista degli artisti su alcune delle più dibattute questioni nazionali e locali.


Vernissage domenica 4 maggio ore 20,00

Da lunedì 5 maggio a domenica 25 maggio 2014 

Rassegna visitabile previo appuntamento telefonico al numero 339.43.93.098

Per info: mail infodisturb@gmail.com; Disturb Arte Scafati

Di.St.Urb. Corso Nazionale 131 Scafati (Sa) c/o Centro Culturale TENAX

_ 1 APRILE 2014
2VIDEO

RASSEGNA TRASVERSALE DI VIDEO D'ARTISTA


Olistico
Pierfabrizio Paradiso | Patrizia Emma Scialpi
selezione a cura di Andrea Ferri





















_ 4 FEBBRAIO 2014
Image and video hosting by TinyPic

Intervista a Patrizia Emma Scialpi 
a cura di Valentina Lucia Barbagallo



Chi è Patrizia Emma Scialpi?
Autodefinirsi è sempre problematico…allora preferisco rispondere riconoscendomi in una frase: “Il padre di Max Ernst stava ritraendo il proprio giardino. Non dipinse la siepe in fondo al giardino. Terminato il dipinto, andò in giardino e rimosse la siepe”.
Quanto il contesto in cui vivi o da cui provieni influenza la tua ricerca artistica nella scelta delle tematiche e dei supporti che utilizzi?
Alla base del mio lavoro spesso c’è una riflessione sulle dinamiche di costruzione identitaria o del sentimento di appartenenza, di frequente mediata dall’analisi dell’ambiente di origine, quindi sicuramente il contesto in cui vivo o da cui provengo influenza il contenuto e l’estetica della mia ricerca. Contemporaneamente conservo l’illusione che l’operare artistico possa attivare meccanismi di rimodulazione del contesto in cui nasce, influenzandone i cambiamenti sociali e culturali.
Quanto è importante per te il confronto con ciò che ti circonda: società, mass media, altre ricerche artistiche, ecc.? Quanto questo ti influenza e come?
Il confronto/scontro è inevitabile quanto stimolante: è importante per me osservare e decifrare i segni e i contenuti delle produzioni culturali attuali. Tutto ciò mi influenza nel momento in cui provo a trasportare questo bagaglio visivo all’interno del mio lavoro. Ad esempio la scelta di utilizzare fotografie recuperate dal web attraverso piccole azioni di riappropriazione, mette in atto una riflessione sul grado di diffusione e di facile accessibilità di immagini private nella società contemporanea.
Chi sono gli artisti che ami di più e perché?
Ce ne sono diversi, alcuni non strettamente legati al sistema delle arti visive. Più in generale sono autori che hanno attraversato i concetti di immagine, forma, verità, simulacro e materia: dai Bizantini a Giotto, da Bacon a Wharol, fino a Werner Herzog e Carmelo Bene. Poi fondamentali per me sono coloro che, in diverso modo, indagano le dinamiche umane, sia culturali e sociali, sia intime e private, come Nan Goldin, Gerhard Richter, Frederick Wiseman, Francis Alÿs, Nikhil Chopra, Mark Lombardi, i fratelli De Serio.
Come definiresti il tuo lavoro?
Sincero e multiforme. I miei lavori nascono da una tensione volta a ricostruire una memoria personale e metastorica: ultimamente mi sto occupando del concetto di nostalgia, non inteso solo come legame emotivo al passato, ma ridefinendolo in quanto commiato da una parte del Sé, necessario per riconciliarsi con il presente.
Quale messaggio vuoi trasmettere e su cosa vuoi farci riflettere con la tua ricerca artistica?
Non c’è un messaggio universale: sono piuttosto dialoghi intimi, manovre interpretative del presente. Mi interessa la natura dei legami tra gli individui in particolare in relazione ai contesti storici e ambientali. Attuo archiviazioni, stratificazioni, rimandi: cerco qualcosa che ormai è lontano o semplicemente una personale idea di forma e di verità.
C’è stato un evento o un incontro in particolare che ha segnato una svolta nella tua ricerca?
Non riesco ad individuare una grande svolta nel mio percorso, perché non ce n’è stata ancora una vera e propria; direi che sono attraversata da leggeri cambiamenti di rotta, piccoli passi con cui “aggiusto il tiro” e in questo percorso possono essere davvero varie le occasioni di riflessione. Gli incontri che hanno contribuito alla mia personale forma di crescita, sia umana, sia lavorativa sono tanti: innanzitutto Luigi Massari, che mi ha aiutato a sviluppare uno sguardo trasversale, nel lavoro e nella vita, ed è tuttora fonte inesauribile di stimoli; con Stefano Serusi c’è stato e c’è un legame continuo, è capace di confronti intelligenti e mai noiosi; grazie a Bruno Muzzolini ho intravisto nuove possibilità nel mio lavoro, una diversa prospettiva legata al guardare e sotto questo aspetto ho recentemente trovato in Carlo Michele Schirinzi un riferimento prezioso.
Ma il primo significativo incontro è stato quello con il mio professore di Storia e Letteratura del liceo, Roberto Traversa: a lui devo la conoscenza di storie e immagini che per prime ho amato e da cui mi sono sentita “guidata”.
Come definiresti il sistema dell’arte contemporanea in generale (fai riferimento ai sistemi che conosci meglio: quello pugliese e quello milanese)?
Il sistema dell’arte contemporanea a Milano mi sembra ben strutturato, maturo, ma a volte in un modo che non permette significativi slanci di originalità e autenticità. Ovviamente ci sono spazi che trovo molto stimolanti: Hangar Bicocca, Marsèlleria, il MAC di Lissone, gli eventi della Fondazione Trussardi sono degli esempi, ma anche la forza e la coerenza presente in progetti e spazi indipendenti come Mars, Spazio O’, Farmacia Wurmkos, Dimora Artica.
In Puglia si sta sviluppando un sistema legato all’arte contemporanea molto vario e interessante, ancora giovane ma ricco di grandi potenzialità, con progetti dinamici non solo connessi alle arti visive ma anche alla riqualificazione urbana e innovazione sociale e culturale.
Che progetti hai per i prossimi mesi? A cosa stai lavorando?
A febbraio sarò presente nella rassegna di videoarte e musica elettronica Kindergarten a cura di Alessandra Casadei in collaborazione con Piemonte Groove e ArtHub presso il K-Hole art space di Torino e poi, con delle opere su carta, a Monza presso Villa Contemporanea in Frenhofer un progetto a cura di Andrea Lacarpia che indaga il rapporto significato/significante attraverso l’incontro tra astratto e figurativo.
Il mio ultimo video Touch. In prospettiva niente è lontano è attualmente in mostra nell’ambito del progetto Perspectives realizzato in partnership con l’Università di Valencia e la collaborazione di diverse Facoltà di Belle Arti europee e una canadese.
Continuo ad essere legata a diverse iniziative in Puglia cui tengo molto e che prevedono tempi più dilatati di realizzazione come il progetto in divenire Taranto Rooms a cura di Damage Good (http://tarantorooms.tumblr.com). Da maggio 2013 ho iniziato a collaborare con LABuat (Laboratorio Urbano Architettura Taranto) in occasione del progetto Landscape Choreography e attualmente siamo impegnati con Fà-tu, un progetto di riflessione sull’economia, sul valore dei servizi e del lavoro che si avvale della collaborazione dell’Ex Fadda di San Vito dei Normanni e di Officine Tarantine.
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30 GENNAIO / 6 MARZO 2014
KINDERGARTEN
Rassegna a cura di Alessandra Casadei 
in collaborazione con PiemonteGroove e ArtHub/Undo.net
K-HOLE art space
Torino


Nella cornice del K-HOLE prende forma un nuovo appuntamento settimanale di visione e ascolto dei nuovi linguaggi creativi: una finestra sulla scena emergente italiana indagata attraverso la combinazione di videoarte e musica elettronica dal vivo.



Venerdì 07 FEBBRAIO ore 21.30

#Kindergarten

video Lucia Leuci / Patrizia Emma Scialpi / Michela Pozzi

music Bienoise (Alberto Ricca)



*Videoart Coin. Una selezione per #tag che alternerà ogni giovedì monografie di giovani videoartisti a mini-rassegne collettive.

Selezione a cura di Alessandra Casadei, in collaborazione con l’osservatorio permanente ArtHub con il network Undo.net. 

*Das Szene. Una finestra di ascolto dedicata a compositori e dj della scena musicale elettronica i quali presenteranno in un set LIVE le loro nuove produzioni. In collaborazione con PiemonteGroove.





http://arthub.it/

http://www.piemontegroove.com/

K-HOLE Art Social Club |

via s.Agostino 17 Quadrilatero Torino





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13 FEBBRAIO / 12 APRILE 2014
Frenhofer
a cura di Andrea Lacarpia
Villa Contemporanea
Monza (MB)

Inaugurazione: Giovedì 13 febbraio 2014 dalle ore 18.30



DANIELE CARPI

JACOPO CASADEI

FRANCESCA FERRERI

FIORELLA FONTANA

PATRIZIA EMMA SCIALPI

MARIA LUCREZIA SCHIAVARELLI

MARCELLO TEDESCO


Giovedì 13 febbraio 2014 alle ore 18.30

(...) La mostra collettiva Frenhofer è una piccola ricognizione sull'ibridazione astratto figurativa nell'arte degli ultimi anni. Pur nell'utilizzo di diversi materiali, i sette giovani artisti selezionati sono accomunati dalla necessità di rappresentare la vita, intesa in senso organico, materiale e trascendente, senza limitarsi ad imitarne l'epidermide ma penetrando nei suoi aspetti più strutturali. Come Frenhofer, protagonista del romanzo di Balzac Il capolavoro sconosciuto, è la palpitante vitalità del corpo ad essere sia il soggetto che l'agognato fine della creazione artistica. 
Andrea Lacarpia

Frenhofer
a cura di Andrea Lacarpia
dal 13 febbraio al 12 aprile 2014
Villa Contemporanea
via Bergamo 20, 20900 Monza (MB)
martedì / sabato dalle 15.00 alle 19.00
tel. +39 039 384963

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28 DICEMBRE 2013
FÀ - TU
progetto a cura di LABuat
con la collaborazione di Ex Fadda (San Vito dei Normanni)
Taranto



Fà- tu è il nome di un momento culturale, un momento di riflessione sull’economia, sul valore dei servizi e del lavoro.


Fà-tu è un progetto tutt'ora in corso.

Nell’antica Mesopotamia c’era la città di Fah-tu. Di questa città si è persa ogni traccia e resta solo il ricordo di un mito tramandato dai racconti.

La leggenda racconta che la parola fah-tu significa fiducia, la città è un luogo sereno e colto, dove non esistono leggi. Le regole flessibili e mutevoli sono dettate dal buon senso e dalla saggezza dei suoi abitanti. Nei mercati non esistono prezzi. Ognuno paga quello che valutava il giusto prezzo del prodotto. Molte volte questo valore è il frutto di una discussione con il venditore che fornisce le informazioni sui prodotti. 

Questo mercato non è frequentato da furbi o egoisti. In questa città la gente lavora per vivere felice e non per accumulare ricchezza. I guadagni superiori alle semplici necessità delle famiglie vengono utilizzati per aiutare i più bisognosi creando nuove opportunità per la comunità.

Forse questa città non è mai esistita e quella appena raccontata non è altro che la più stravagante delle leggende. E’ bello però credere in questa storia ed avere fiducia che in qualche parte del mondo le utopie possono diventare realtà.

Fà-Tu è uno spazio dove stare insieme, un tentativo di costruire un momento di degustazione gastronomica aperto e condiviso. 

A Fà-tu non esistono clienti e non si vuole guadagnare. A Fà-tu dobbiamo occuparci di coprire le spese, creare opportunità di lavoro, rilanciare posti abbandonati e ridare fiducia.

Fà-Tu non ha una sede fissa ma è un’idea e come tale si confronta e si modifica in base agli eventi e alle relazioni che intorno ad essa si creano. 

A Fà-Tu nessuno controlla cosa si è mangiato o bevuto. Prima di andar via ognuno decide e scrive il prezzo sul menu a fianco alle voci dei prodotti che ha degustato e in base a questo paga il giusto conto.

Alla fine della serata c’è un momento di condivisione in cui vengono elencati i costi delle materie prime e inizia una discussione sulla provenienza dei prodotti utilizzati in cucina, sul costo delle singole portate e soprattutto sulle risorse umane utilizzate.

Il fine di questo gioco-esperimento è quello di immaginare insieme un’offerta culturale e gastronomica buona, equa e giusta.


* primo evento a cura di Fà-tu: Ristorante per un giorno, città vecchia, Taranto
(foto del progetto: Martina Leo)

http://www.exfadda.it/

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8 NOVEMBRE 2013
Questo gallo annuncia la libertà
performance a cura di Terzo Fuoco
The Others - Carceri Le Nuove
Torino













Venerdì 8 novembre alle 21:30 Terzo Fuoco presenta Questo Gallo Annuncia la Libertà, una performance in tre atti a cura di scatolabianca e ospitata da The Others Art Fair presso Le Carceri Nuove di Torino.



"Questo gallo annuncia la libertà" è una delle frasi criptiche incise da una carcerato sulla superficie di un vaso in ceramica conservato presso il Museo del carcere le Nuove di Torino, frasi raccolte e catalogate da Cesare Lombroso nel corso dei suoi studi sulla psicopatologia criminale.

Partendo da un’idea di ritmo come strumento di erosione delle distanze, Terzo Fuoco si presenta a Torino con una formazione a due (gli artisti Luigi Massari e Patrizia Emma Scialpi) per strutturare una performance in bilico tra rito e ricerca musicale, sullo sfondo di una lettura personale dell’uso coercitivo della disciplina nella società moderna.




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24 / 27 LUGLIO 2013
Cinema del Reale
a cura di Big Sur
Castello Risolo, Specchia (Lecce)


Cinema del reale è un cinema "ambulante", senza botteghino (tutte le proiezioni sono a ingresso libero) e senza effetti speciali. È il cinema che attraversa periferie, fabbriche, deserti, mari, isole, metropoli, fiumi, terremoti, televisioni; che "si fa fuori", per strada e ovunque, e invita le persone ad incontrarsi, a guardare i luoghi dove viviamo, le cose che succedono, raccogliendo memorie e amnesie per attraversare luci e ombre del presente, del passato, del futuro. Un "Cinema del reale" che pur disponendo di sempre più limitate risorse economiche, è dotato di grandi capacità inventive.

Cinema del reale 2013 

Sogni, Musiche, Città


Quattro giorni all'insegna del cinema più spericolato, curioso e inventivo che si possa vedere a ascoltare. Più che una rassegna - un'originale "festa di sguardi" che promuove attraverso differenti linguaggi le narrazioni del reale e il cinema documentario.

Un'edizione quella del 2013, che fa dialogare film e musica, fotografia e scrittura, cibo e arti visive, e trasforma uno dei borghi più suggestivi d'Italia, con la "sala en plein air" allestita nella corte del Castello Risolo, in una vera e propria Cittadella di Cinema del reale abitata da autori, produttori, studenti, turisti e appassionati.

Un grande laboratorio ideato e realizzato da Big Sur, Associazione Cinema del reale e OfficinaVisioni. All'interno della Festa di Cinema del reale si svolge il Festival del Cinema documentario, iniziativa cofinanziata da Unione Europea, Regione Puglia e Fondazione Apulia Film Commission.

Tra gli autori, gli attori e i musicisti invitati: Matteo Garrone, Daniele Vicari, Costanza Quatriglio, Andrea Segre, Cecilia Mangini, Edoardo Winspeare, Pippo Mezzapesa, Enrico Ghezzi, Hermes Mangialardo, Vinicio Capossela, Michele Riondino, Andrea Rivera, Carolina Bubbico, Go Dugong, Dondestan e Andrea "Populous" Mangia.


TARANTO ROOMS 

a cura di Damagegood e Big Sur Lab




C'è modo e modo per raccontare una città. Basta lasciarsi alle spalle lo schermo e le visioni doc nel cortile e salire al piano nobile di Castello Risolo per averne la prova. Qui, infatti, si dipanano le Taranto Rooms, un progetto espositivo che abbraccia una pluralità di approcci, linguaggi e ricerche di autori che hanno scelto la Città dei due mari come soggetto e oggetto d'indagine. Più che una collettiva tout courtTaranto Rooms cerca di costruire relazioni e di intrecciare i percorsi di sette artisti che, in tempi e modi diversi tra loro, hanno lavorato sul paesaggio visivo e sonoro della città, sulla storia e la materia viva che sottende un tessuto urbano complesso e sfaccettato. Si tratta per lo più di segni e presenze, da cui emergono storie e testimonianze che in alcuni casi toccano il nervo scoperto di emergenze tristemente note ai più per i fatti di cronaca, in altri invece le sorvolano per aprire squarci di conoscenza su aspetti e circostanze ignote. Impegno civile, dunque, ma anche un forte senso dell'ironia, poesia, disagio, nonsense, oblio, anarchia e visionarietà legano le opere di Nico Angiuli,Alessandra GuttaglierePatrizia Emma ScialpiEzia MitoloFrancesco GiannicoIsabella Mongelli e Gianluca Marinelli invitati a dar vita ad installazioni audiovideo, fotografiche e live performance in questo lavoro site specific a cura di DamageGood e Big Sur Lab, dove i rimandi a luoghi e figure tracciano strade dense di significazioni molteplici.


Associazione Cinema del reale

C.F. 93115970753




Big Sur, immagini e visioni

tel./fax (+39) 0832.346903



sede legale: via Parini, 2 - 73100 Lecce (c/o Studio Nico)

via G.A. Coppola, 3 - 73100 Lecce (Italia)


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4 / 28 LUGLIO 2013
C'è una piccola radice che, se la masticate, vi spuntano le ali immediatamente
Selezione video a cura di Cecilia Guida 
MAC - Museo d'Arte Contemporanea, Lissone



All'interno della video room del MAC - Museo d'Arte Contemporanea di Lissone ogni settimana, per quattro settimane, viene presentata una selezione di video d'artista, a cura di Cecilia Guida. Un progetto nell'ambito di "Off site / Not in place", una collaborazione tra MAC e Viafarini DOCVA. 



Giorgia AccorsiLucia BarbagalloElena BellantoniDavide BelloliFilippo Berta,Giacomo BolzaniPatrizia BonardiRita CasdiaValentina Curandi e Nathaniel KatzIginio De LucaRaffaele De MartinoBruno Di LecceElisabetta Di Sopra(Lovisco+Laurino) ElleplusElleMariana FerrattoTony FiorentinoLaura FratangeloSilvia GiambroneSalvatore IaconesiMaria KorporalR. M. jrLuca MattiSabrina MazzuoliMarco MendeniChiara MuSabrina MuziNoiSeGrUpCristina PavesiMaria PecchioliLuana PerilliMariagrazia PontornoSergio RacanatiMauro RescignoMarta RobertiMarta RomaniMauro RomitoGianluca RussoGraziano RussoAgustin SanchezPatrizia Emma ScialpiChiara TommasiMarco TorcolacciLucia VeronesiVirgilio Villoresi e Debora Vrizzi


Dopo il MACRO di Roma, arthub.it esce, ancora una volta, dallo spazio della rete e viene presentato all'interno della video room del Museo d’Arte Contemporanea di Lissone con una selezione di video d’artista che cambiano ogni settimana per quattro settimane, per dare visibilità alla quantità e varietà dei lavori degli artisti presenti nell'archivio online.


Il titolo di questa selezione di video d’artista è tratto da ‘Gli Uccelli’ di Aristofane, commedia considerata un’opera di evasione che libera la fantasia attraverso il ricorso a una tribù interrazziale e ludica di uccelli parlanti e umanissimi. L’opera, pur non prendendo di mira nessun personaggio pubblico o problema sociale della Atene di quei tempi, presenta una trama fantastica e attentamente strutturata, e, con uno stile che mescola l’elegante e il kitsch, è capace di affrontare temi anche complessi e dolorosi con una leggerezza che permette di credere ancora nel potere irriducibile dell’immaginazione, del possibile e dell’altrove. 


In una realtà spesso dominata dalla pesantezza dei fatti quotidiani, dalla rigidità degli schemi e dal vortice asfissiante degli impegni, questa commedia senza tempo è lo spunto per la costruzione di uno spazio fragile e sognante, tratteggiato da una sequenza di video che hanno la leggerezza come filo conduttore. Leggerezza intesa come piega dello sguardo, modo di osservare le cose del mondo, che segnala le distanze, ma propone, allo stesso tempo, nuovi terreni di incontro. Leggerezza intesa anche come forma e come contenuto dei video scelti: perché nati da pensieri estemporanei o da momenti inaspettati, presentandosi come improvvisazioni spontanee dai risultati inediti e originali; perché combinazioni di immagini in movimento e di testi o di dialoghi interiori, che, pur non seguendo sempre le fasi standard di progettazione dell’opera e sviluppandosi a partire da un input esterno o da uno più intimo, riescono a trasmettere un’esperienza di vita; perché frammenti sparsi di ricerche artistiche più ampie e articolate; perché sperimentazioni libere e senza regole del mezzo video; e, infine, perché sorte di saggi visivi, più o meno brevi, su temi svariati che vanno da quelli privati a quelli globali, sociali e politici, esaminati con un tocco delicato e armonioso, quasi un battito d’ali. 


Per maggiori informazioni: http://www.arthub.it/


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8 GIUGNO 2013
T E R Z O F U O C O
La Sindrome di Stoccolma

Kubi SoundLab
Via Carlo Botta 13
20135 Milano





SABATO 8 GIUGNO ore 19.00


Nata da un'idea di Luigi Massari e Manuela Buttiglione, La sindrome di Stoccolma rappresenta un ulteriore tappa del progetto Terzo Fuoco, una ricerca a metà strada tra sperimentazione musicale e suggestioni visive, contraddistinta dall'impostazione fortemente performativa dei singoli concerti. In occasione della performance nel cortile del Kubi SoundLab, tenendo fede all’originaria natura permeabile delle partiture musicali composte, Terzo Fuoco ha coinvolto l’artista e performer Patrizia Emma Scialpi per una inedita esecuzione sinergica di brani recenti.








info: kubisoundlab@gmail.com





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Resistenza 

Virgilio Villoresi / Patrizia Emma Scialpi





RASSEGNA TRASVERSALE DI VIDEO D'ARTISTA
Selezione a cura di Cecilia Guida



Video visibili su undo.net 

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17 APRILE / 28 GIUGNO 2013
DOVE SONO NATA IO
Fabbrica Borroni
Bollate (Milano)

Opening: Mercoledì 17 aprile 2013 ore 18.30



(...) Nella sala Dove sono nata io, stanza in cui si esprime Patrizia Emma Scialpi, il simbolo, interruttore dei sentimenti, è il mare.
Una distesa piatta d’acqua, un confine non visibile all'occhio e, quindi, forse, inesistente.
Partendo da riferimenti biografici e dal proprio vissuto, Patrizia conduce la dimensione personale del ricordo verso uno specifico genere: la fotografia al mare. Nella serie Love and Loss gli scatti amatoriali realizzati durante le vacanze estive vengono sostituiti da stampe in cui le figure, seguendo i canoni classici, s’innalzano in posizione ieratica a dividere la linea d’orizzonte, a volte immersi parzialmente nell'acqua, ma più spesso statici sulla battigia, mentre alle loro spalle il mare prosegue la sua litania.
Da testimoni di momenti sereni e spensierati, le immagini diventano un tramite di elaborazione nostalgica. L’artista concentra la sua analisi sulla memoria del luogo, intesa come senso di appartenenza ad un ambiente, una particolare condizione naturale o una comunità.
Patrizia non lavora tanto sui soggetti, quanto sul contesto dentro al quale i personaggi stanno immobili, confondendosi con esso; sagome, simili a idoletti d’argilla dopo l’intervento pittorico annullante, in posa o intente nelle loro azione, ma comunque percepiti sempre e unicamente nel loro legame con l’ambiente in un processo iniziale di fusione tra figura e sfondo: il luogo si fa essere e l’essere si fa luogo.
Un delicato segno pittorico si stende come una seconda patina, recuperando la gamma cromatica, spesso sbiadita, delle stampe fotografiche per creare un gioco di innesti, quasi una "ri-cucitura emotiva"
Le linee di connessione tra la figura e l’elemento naturale proseguono la poetica che Patrizia ha portato avanti in questi anni, un tentativo di instaurare un dialogo interiore tra se stessa e il presente, attraverso la relazione tra passato e futuro. L’elaborazione nostalgica, infatti, non è realmente tesa verso un ritorno al passato. Essa assomiglia a uno struggente commiato da una parte del Sé non più presente, quasi fosse un rito funebre necessario per riconciliarsi, in modo a volte dolce altre rancoroso, con il presente. Il ricordo malinconico del passato segnala, dunque, una seppur dolorosa accettazione dello spostamento delle coordinate spazio-temporali, consentendo di riposizionare entro tali coordinate le proprie attese, personali e collettive per il futuro.
Annalisa Bergo




Fabbrica Borroni

via Matteotti, 19 - Bollate (MI)

La mostra è visitabile da lunedì a venerdì dalle ore 10.00 alle ore 18.00 e sabato dalle ore 16.00 alle ore 19.00

Ogni giovedì alle ore 17.30 visita guidata su prenotazione


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21/22/23 MARZO 2013
SAVE THE BEAUTY
a cura di rossocontemporaneo
Taranto


http://savethebeauty.wordpress.com


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15 DICEMBRE 2012 / 13 GENNAIO 2013

Luigi Massari / Patrizia Emma Scialpi

TEMA DEL RITORNO

a cura di Francesca Pergreffi

Spazio Meme, Carpi (Mo)



Opening: sabato 15 dicembre ore 19.00


Tema del Ritorno, Installazione, Luigi Massari/Patrizia Emma Scialpi, Carpi (Mo) 2012



Sabato 15 dicembre 2012 alle ore 19.00 lo Spazio Meme di Carpi inaugura la doppia personale di Luigi Massari e Patrizia Emma Scialpi. 

“Tema”: ciò che pone; radice della parola; argomento; frase musicale posta all'inizio della composizione che viene poi ripresa e sviluppata; timore.
“Ritorno”: raggiungere un luogo da dove si era partiti; ciclicità; restituzione; conseguenza positiva di un’azione; inversione della direzione di moto.
Queste declinazioni di significato sono tutte comprese nella realizzazione e nella visione del progetto: Tema del ritorno, di Luigi Massari e Patrizia Emma Scialpi.



“Tema - che come dicono gli artisti - è declinabile sia verso una concezione primordiale, con un discorso più ampio legato alla riscoperta delle proprie radici naturali; sia verso una riflessione sul tempo, legata quindi a un’indagine sulla memoria e sul passato.
L’elemento naturale può diventare simbolo di attaccamento e legame con la propria Terra, manifestando la tendenza collettiva a esternare uno slancio vitale verso noi stessi e le nostre origini. Oppure può rappresentare la traccia di un atto di appropriazione e rivitalizzazione del tempo vissuto”.
Luigi Massari e Patrizia Emma Scialpi partendo dalle loro differenze, sessuali e stilistiche, s'incarnano in una figura bicefala che va alla ricerca di tracce e simboli tutelari di un passato che, una volta vivisezionati e ri-scritti, si fan portatori di un nuovo presente.
La loro ricerca è un’onda che partendo dal sè va a ritroso verso lo stato embrionale e raccoglie segni che poi rimanda fuori, all’altro. Un moto ondoso che trasforma i segni e li riporta al presente sotto forma di echi.
Luigi e Patrizia Emma stilano una mappa antropologica in cui gli elementi accostati in un presunto disordine creano una relazione e una dialettica serrata fra l'universale e il personale, la natura e l'individuo, il passato e il presente, l'uomo e la donna.
Gli artisti compiono una meticolosa opera di tessitura in cui tutti gli elementi concorrono alla visione finale mantenendo la loro essenza originaria; ogni parte potrebbe vivere autonomamente ma ha la necessità di comunicare con le altre perché il loro è un viaggio relazionale. “Per quanto riguarda la presentazione dei lavori – spiegano gli artisti – abbiamo scelto di ispirarci all'atlante figurativo di Aby Warburg caratterizzato dall’accostamento d’immagini che dialogano secondo molteplici logiche di senso. Allo stesso modo l’allestimento suggerirà una comunicazione tra le nostre opere e il materiale collaterale integrato nell’allestimento (fotografie, schizzi, appunti e 'oggetti sensibili') concedendo a chi guarda la facoltà di creare personali percorsi associativi e inediti accostamenti di senso”.
Il metronomo generato da Luigi e Patrizia Emma è l’unione della visione cruda, magmatica, a tratti apocalittica e primordiale, di Massari; e della stratificazione mnestica, silenziosa, perpetua e linfatica, della Scialpi.
Come spiegano gli artisti: “Tema del Ritorno si configura quindi come un’unica opera in evoluzione che tende verso un affievolimento dell’autorialità individuale del singolo artista, a favore di una fusione di stimoli visivi, linguaggi e significati”.

Francesca Pergreffi

Dal 15 Dicembre 2012 al 13 Gennaio 2013
Orari mostra: tutti i giorni dalle 16 alle 20; 
martedì, giovedì, sabato e domenica anche dalle 10 alle 13.

Info: francesca@spaziomeme.org
Meme è un’associazione culturale che prevede una tessera soci annuale ad offerta libera; gli eventi e le mostre sono a ingresso gratuito








TRIBEART

Artist's Studio#29- Patrizia Emma Scialpi






24 OTTOBRE / 7 DICEMBRE 2012
Patrizia Emma Scialpi
ERDENREST
a cura di Alessandro Trabucco
Circoloquadro, Milano

Opening: mercoledì 24 ottobre ore 18.30


The Dead Dears, Veduta Installazione, Patrizia Emma Scialpi, Milano 2012




Mercoledì 24 ottobre Circoloquadro inaugura la nuova stagione espositiva con Erdenrest, la mostra personale di Patrizia Emma Scialpi, artista giovane ma con una ricerca già matura.
Con questa mostra Circoloquadro inaugura una serie di esposizioni dedicate interamente ad artisti under 30, concentrandosi così sulla ricerca di giovani talenti italiani e stranieri.

Curata da 
Alessandro Trabucco, Erdenrest di Patrizia Emma Scialpi tratta con sensibilità e intelligenza il tema del passato, della memoria e di quanto rimane del nostro passaggio terreno. Citando Goethe, Erdenrest indica infatti il residuo di carne e terra che l’anima porta con sé, la Scialpi mette in scena un mondo che non esiste più, ma che allo stesso tempo appartiene a ciascuno di noi e che rivive grazie al suo gesto pittorico.
Patrizia Emma Scialpi non cede affatto al sentimentalismo o alla malinconia; come scrive infatti Alessandro Trabucco nel testo del catalogo stampato per l’occasione, 
“si prende cura di far riemergere dal caos una serie di immagini alle quali infondere nuova linfa vitale attraverso il proprio gesto pittorico, che non è di annullamento bensì di accentuazione di quegli elementi già impressi in un tempo precedente e rianimati con interventi che richiamano forme vegetali, in una metamorfosi esteriore che nasconde una più profonda riflessione esistenziale, riferita al legame tra la Natura e l’Uomo, tra il passato ormai trascorso e l’azione del presente in corso.”

L’artista parte da immagini fotografiche, tratte dalla sua storia familiare o acquistate nei mercatini, per 
“ritrovare queste linee di congiunzione tra avvenimenti rinchiusi in un tempo passato, colti in uno scatto fotografico, e gli effetti di tali avvenimenti nel suo (proprio) tempo vissuto, allo stesso modo suscettibile di una prospettiva visiva ribaltata ed immessa in un circolo cronologico che perde le proprie caratteristiche di successione di microeventi distinti e separati, diventando a sua volta parte di un accumulo più esteso di avvenimenti, come “piramidi di tempo” testimoni di una continuità inarrestabile. Queste linee connettive tra diverse epoche e differenti situazioni esistenziali non sono altro che suggestioni personali che l’artista traccia, sulla superficie fotografica o sui fogli da disegno, cercando di instaurare un rapporto di comunicazione interiore, in un incontro che trascende l’aspetto conoscitivo concreto per prediligere quello più profondamente e misteriosamente empatico.” (Alessandro Trabucco)


PATRIZIA EMMA SCIALPI
ERDENREST 
a cura di Alessandro Trabucco 
Circoloquadro, Via Thaon di Revel 21, 20159 - Milano
Inaugurazione: mercoledì 24 ottobre 2012
In mostra: dal 24 ottobre al 7 dicembre 2012
Catalogo: testo di Alessandro Trabucco
Orari: da martedì a venerdì dalle 15 alle 19, o su appuntamento
Informazioni: info@circoloquadro.com , Tel. 02 6884442, 339 3521391
http://www.circoloquadro.com
Photo gallery su la Repubblica Milano.it


3 OTTOBRE 2012
Inaugura la nuova rubrica di ArsLife, Dentro l'atelier a cura di Marta Cereda
Patrizia Emma Scialpi (Taranto, 1984) mi accoglie con una tazza di caffè bollente. Io metto due cucchiaini di zucchero. Lei mi racconta che ha imparato a berlo amaro, durante le campagne di scavi, dove, spesso, non aveva a disposizione dolcificanti. Ha, infatti, una laurea in archeologia all'Università degli Studi del Salento, a cui è seguita l’iscrizione all'Accademia di Belle Arti di Brera e il trasferimento a Milano, in una stanza studio densa di memorie, sue e altrui.
Tra tavole e carte di piccolo formato, in un angolo emerge una grande tela bianca, di cui le chiedo spiegazione. Gli occhi, del colore del caffè che sta bevendo, le brillano: “Alcuni uomini si sentono appagati nel comprare una macchina grande. Io, in una giornata uggiosa, ho sentito la necessità di acquistare questa tela e riprendere un formato che usavo in passato. Rientrata a casa mi sono resa conto che era sovradimensionata rispetto al mio studio, quindi l’ho accantonata. Per ora mi basta sapere che è lì.”
Il suo portfolio è quello che un tempo è stato un album di famiglia, contiene vecchie fotografie in bianco e nero, su cui Patrizia Emma Scialpi è intervenuta con segni diversi. 
“E’ iniziato tutto dalle immagini che avevo sotto gli occhi da sempre. Mia mamma è nata a Tripoli, in Libia, e nel viaggio di ritorno in Italia le foto si sono bagnate, rovinandosi. Quando me le ha mostrate mi sono resa conto che avevano perso la loro funzione, ma avevano guadagnato un’affascinante valenza pittorica.
Dopo una serie di lavori in cui avevo riflettuto sull’idea dell’innesto, unendo l’umano e l’animale o il vegetale, mi sono ritrovata a dipingere su queste fotografie. Ho capito immediatamente il senso dell’azione e ho intitolato la serie ‘Restano cure’, perché, nonostante la violenza dell’intervento sull’immagine legata alla famiglia, per cui mi sovrapponevo e creavo nuovi ricordi familiari, si tratta per me di cure. Ho fatto rivivere le foto, che sono tornate nei discorsi della mia famiglia.”
Hai proseguito con immagini che trovi dai rigattieri, nella serie ‘The Dead Dears’. Fotocopiate e ingrandite, sono il punto di partenza anche per lavori a collage su tavola. La perdita del medium fotografico attribuisce nuovi significati alle opere?
“La fotografia è una testimonianza, mentre la fotocopia è un espediente tecnico. Della fotografia mi piace l’idea di intervenire su una memoria preesistente, creandone una ulteriore; la fotocopia conserva solo l’immagine, non la memoria o la stratigrafia di un tempo.”
Dal punto di vista formale l’effetto è lo stesso, che tu intervenga su una foto di famiglia o acquistata in un mercatino, perché non riconosco i personaggi, non appartengono alla mia storia, sebbene dal punto di vista concettuale sia diverso. Per te c’è una differenza o ti pare di prenderti cura comunque della memoria di qualcuno, anche se un estraneo, in modo, forse, addirittura superiore, visto che le immagini sono state abbandonate?
“Effettivamente l’intervento è identico, nonostante io abbia in alcuni casi la consapevolezza dell’appartenenza alla mia stirpe, tanto che, in questi lavori, ho integrato la firma nel tessuto dell’opera. Nei mercatini ho trovato foto di intere famiglie, di una stessa persona a diverse età. Nel momento in cui vi intervengo sia le foto della mia famiglia sia le altre divengono un’altra cosa e, paradossalmente, col guardare e riguardare gli estranei mi sono divenuti familiari. Ne recupero le memorie perdute, strappate al loro rifugio e le utilizzo. Il mio lavoro, però non è propriamente sulla memoria, ma sul tempo, che scorre inesorabilmente.”
Ti riferisci, infatti, spesso alla natura come impietosa. Quasi come matrigna, riprendendo Leopardi.
“L’uomo è legato alla natura e ne segue i ritmi, senza troppa consapevolezza. L’ineluttabilità della morte e l’esistenza di un ciclo naturale che segue leggi indipendenti dall'intervento umano, la riflessione sul concetto di spoglia sono elementi che connotano il mio lavoro. In archeologia lo studio della terra permette di ricostruirne la storia, quindi provo a ricostruire la stratigrafia della nostra storia, attraverso la pittura.”
Nei tuoi lavori, non soltanto in quelli in cui intervieni direttamente sulle foto, concedi possibilità. L’idea di metamorfosi è molto presente, sia per la trasformazioni delle immagini in altro, sia dei soggetti.
“A questo proposito sono stata molto colpita da Goethe, in cui domina un sentimento fortemente legato a una morte salvatrice e un rapporto uomo- natura a cui mi sento affine. Ne ‘La metamorfosi delle piante’, un trattato molto tecnico, ho trovato come nozioni e leggi naturali possano contenere una poesia e una serie di possibilità innumerevoli. I lavori sull'innesto ‘Innesti imperfetti’ di cui ho parlato prima, per esempio, sono derivati dall'approfondimento di questa tecnica, che è l’unione di due piante in un periodo detto fase dell’amore: una nozione da cui è scaturita la mia riflessione sulla possibilità di fare innesti non solo tra due piante, ma anche con l’elemento animale. Nel suo ‘Faust’, Goethe parla di ‘erdenrest’, un concetto che mi ha colpito talmente da usarlo come titolo per la mia prossima personale curata da Alessandro Trabucco, che inaugurerà il 24 ottobre a Circoloquadro, a Milano. ‘Erdenrest’ è un residuo di carne e di terra, una spoglia che rimane attaccata all'anima quando se ne va. Nella terra tutto è, dunque, eternamente presente: tento di esplicitare questo legame con la natura e il tempo a livello formale a volte in modo evidente, a volte con radici o sovrapposizioni di colore che suggestionino.” (Marta Cereda)


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10 AGOSTO 2012
OZIO
a cura di Lorenzo Madaro

In questa occasione un affiatato gruppo, curato da Lorenzo Madaro, racconta attraverso dipinti, installazioni e fotografie, il controverso tema dell'ozio.

Dieci nomi riflettono negli spazi di Art and Ars Gallery di Galatina attorno a questo tema dalle declinazioni plurime, attraverso le propensioni dei numerosi linguaggi che si stemperano con il genius loci. Pare strano parlare di un tale rapporto con il territorio in un momento di grandi alterazioni, confronti e sollecitazioni che vengono da più aree e che probabilmente se da una parte attirano interesse e iniettano legittime dinamiche globali, dall’altra mettono a rischio temperamenti visivi e percettivi legati a uno specifico luogo della geografia emozionale di ognuno.
Non è sicuramente il caso dei dieci artisti coinvolti per questa mostra di Art and Ars, che conferma difatti la sua volontà di confronto con gli artisti del territorio, anche con coloro che qui si sono stabiliti (anche solo idealmente) o che da questa terra sono partiti alla ricerca di altre istanze. Hernàn Chavar, Francesco Cuna, Salvatore Masciullo, Giovanni Matteo, Fabio Mazzola, Emanuele Puzziello, Patrizia Emma Scialpi, Francesca Speranza, Domenico Ventura e Zweisamkeit si sono così ritrovati a riflettere, talvolta insieme, attorno alle declinazioni di ozio, con opere concepite ad hoc o con lavori già compiuti che ben si prestano alle medesime riflessioni plurali che riguardano la stessa pratica artistica intesa anche come processo operativo.
Ozio può anche esprimere un distacco, un allontanamento più o meno frenetico rispetto alle logiche dell’attuale sistema dell’arte globalizzato. Può quindi diventare allegoria di un processo e di un’attenzione solitaria, periferica e riflessiva che si propone all’interno di dinamiche che sanno però divenire corali. (Lorenzo Madaro) 

http://ozioart.blogspot.it/

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17 DICEMBRE 2011 / 14 GENNAIO 2012
Blooms of Daphne
group artshow a cura di Francesco Paolo del Re e Roberta Fiorito
Fabrica Fluxus Art Gallery, Bari

Opening: sabato 17 dicembre ore 19:00

In risposta alle criticità della vita contemporanea, il divenire dell’umanità sviluppa particolari forme di adattamento, possibilità di superare con la fantasia e il sogno difficoltà e ostacoli dell’esistente. Come reagire? Non è più tempo di rivoluzioni. Ad articolate strategie di cambiamento a lungo termine e a progetti rivoluzionari che hanno storicamente mostrato il fallimento della loro utopia, si oppongono metamorfosi tattiche, espedienti di felicità provvisoria, insubordinazioni alla fissità di una forma data. Modi di liberazione di un potenziale di consumo della forma.
Sbocciano forme inedite, insurrezionali, spregiudicate, inebrianti di metamorfosi, interventi tattici di resistenza contro l’oppressione del reale. Ecco BLOOMS OF DAPHNE, dunque. Cercando di interpretare la liquidità di un sentire, il progetto espositivo ambisce a descrivere, attraverso il lavoro di un nutrito gruppo di artisti, atti ed effetti delle mutazioni contemporanee, per ipotizzare traiettorie per interventi tattici di metamorfosi. Nell’accostamento dei due termini metamorfosi e tattica, l’uno proveniente dalla sfera letteraria e immaginativa e l’altro dal lessico militare, trova spazio la possibilità di cogliere un fruscio dell’aria, un sentimento di stupore aleggiante tra le fronde del bosco dell’oggi.
Da Ovidio agli avatar della comunicazione digitale, il gioco della trasformazione si fa complesso e i passaggi di stato fanno riverberare gli echi di un sentimento di meraviglia. Le divisioni tra i regni della natura crollano, la diversità delle culture collide, l’osmosi accelera e forza genealogie e percorsi evolutivi, alla ricerca di salti esperienziali capaci di trasformare la realtà in sogno, il dolore in euforia, il dogma in fiction. E l’uomo, quell’arcaico e futuribile vettore di meraviglia che cammina su due zampe e crede di poter inventare un ordine nel caos e nell’imponderabile, scopre affinità, contagi, traslazioni, geminazioni, ambivalenze, polisemie di desiderio. Diventando altro, mutando forma e affidandosi alle possibilità di un incessante morphing identitario.

Artisti in mostra: Nicola Alessandrini, Alessio Bogani, Arrington De Dionyso, Fidia, Ferencz Kilian, Lucamaleonte, Pierpaolo Miccolis, Luigi Massari, Niba, Nunzio Paci, Riot Queer, Thomas Raimondi, Elena Rapa, Marco Rea, Denis Riva, Teresa Romano, Patrizia Emma Scialpi, Fernanda Veron, Red Zdreus, Yo Irene/Studio Arturo.
Selezione di lavori di: Karin Andersen, Mariantonietta, Bagliato, Ciou, Alessia cocca, Claudia Giannuli, Ester Grossi, Jennybird, Lisa Mei Ling Fong, Lostfish, Bethany Marchman, Dario Molinaro, Michael Rotondi, Marco Testini, Paola Sala.

Fabrica Fluxus Art Gallery
via Celentano 39 - Bari



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17 DICEMBRE 2011 / 17 GENNAIO 2012
SWEET SHEETS IV
ONLY WORKS ON PAPER
Zelle Arte Contemporanea, Palermo

OPENING: sabato 17 dicembre ore 19.00

Sweet Sheets, nato nel novembre 2007 a Palermo, è un progetto dedicato alla magia e alla fragilità della carta curato da Zelle Arte Contemporanea. 
L’evento che negli anni ha coinvolto oltre 300 tra artisti, editori e illustratori, giunge quest’anno alla IV edizione ponendo particolare attenzione alle diverse realtà italiane legate all’editoria indipendente e ad un approccio caldo e fallabile alle tecniche di stampa e rilegatoria. Tra le  tante novità di questa edizione, Sweet Sheets ospita per la prima volta  a  Palermo LOOP, esperimento che coinvolge 15 illustratori alle prese con altrettante serigrafie. PARALLELS presenterà  inoltre Parallels 2, una preziosa fanzine frutto di una serie di micro-appuntamenti all’interno di un giardino pubblico del ‘700.


ARTISTI / EDITORI: 0-100, Aalphabet, Elisa Abela, Rebecca Agnes, Andreco, Chiara Armellini, AUT, Raniero B, Geometric Bang, Alessandro Baronciani, Carla Barth, Luca Yety Battaglia, Giovanni Blanco, Blisterzine, BOLO Magazine, Branchie, Riccardo Brugnone, Caffeine Books, Giuseppe Mendolia Calella, Canedicoda, Daniele Carpi, Paolo Carta, Simone Carta, Sergio Cascavilla, Federico Cau, Cyop & Kaf, Marco Colazzo, Arrington De Dionyso, Bea De Giacomo, Fabrice De Nola, Pasquale De Sensi, Mariachiara Di Giorgio, Daniele Dimitri, Lucia Dolci, Égo_Tek, Eleuro, Epoc Ero Uroi, Stefania Fabrizi, Quentin Fauncomprè, Faund, Frédéric Fleury, Erica Preli e Pietro Foaro, Futuroscopio, Tommaso Garner, Nicola Genovese, Daniel Giordano, Cristiano Guerri,  Céline Guichard, Harto, Hitnes, Infidel, Silvia Inselvini, Inserire Floppino, Kalimma Komollo Sorry, Pesce Khete, La Forma, Marco Lampis, Ingvild Baekkelund Langfgaard, Alfonso Leto, Gianluca Lombardo, Francesca Longhini, Emilio Macchia, Alessandro Scarful Maida, Makkinoso, Andrea e Marco Mangione, Giacomo Mannocci, Marc Manning, Eleonora Marton, Luigi Massari, Martina Merlini, Antonio Miccichè, Moneyless, Monitor Publishing, Narcisa Monni, Stefano Moras, Virginia Mori, Dario Moroldo, Marco Neri, Rori Palazzo, Paper Resistance, Peio,  Prerler&Soute,  Marco Pezzotta, Enrico Piras, Vincenzo Pisano, Enrico Pitzianti, Thomas Raimondi, Paolo Richetti, Giampiero Riggio, Fabio Ramiro Rossin, Michael Rotondi, Sanrocco, Lele Saveri, Andrea Scopetta, Patrizia Emma Scialpi, Laura Garcia Serventi, Alessandro Zuek Simonetti, Andrew Smaldone, Diego Soprana, South & North, Carlo Spiga,  Studio Temp,  Sucks, Super8 Magazine, Francesco Surdi, Vincenzo Todaro, Daria Tommasi, Teiera, Tellas, The Grossi Maglioni Magic Duo, The Milan Review, Roberto Timperi, Ilaria Trionfetti, Trustme Magazine, Simone Tso, Turismo (Ogni foto è un ricordo), Ugo in the kitchen, Ufocinque, UHT, Useless Idea, Sandra Virlinzi, Dorian Wood, Alberto Zanchetta.

ZELLE ARTE CONTEMPORANEA
Via Matteo Bonello n°19 / Via Fastuca n°2
90134 Palermo

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9 / 30 DICEMBRE 2011
Branchi - insieme di insiemi
a cura di Paolo Carta e Giorgio Plaisant
MEME arte contemporanea e prossima, Cagliari

OPENING: venerdì 9 dicembre ore 18.30

L’idea del Branco, spesso viene utilizzata dai media per definire azioni di brutalità collettiva. Il branco sfocia spesso in una visione animalesca, dove l'artista stesso con la sua ricerca si unisce ai suoi simili, per discutere il proprio operato, per sperimentarlo, per la ricerca continua o per giungere ad un annientamento totale, non solo del lavoro ma di se stesso. Il branco è un insieme di esseri che al suo interno può contenerne di altri (insiemi) o al contrario è costituito da pochi elementi. In totale contrasto al branco esiste un situazione di totale estraniamento al gruppo, in maniera associale, tale da dare vita ad una chiusura, non solo fisica ma mentale.
Branco come micro società assestante, con proprie leggi; un branco non vive l’anarchia ed ha sempre un leader, gentile o violento, giusto o scorretto, a cui gli altri componenti fanno riferimento e affidano la propria vita o al contrario si cerca di prevaricare su di esso o ucciderlo per prenderne il posto, il ruolo, il potere. Il Branco come finta visione di uguaglianza sociale.
La mostra collettiva Branchi - insieme di insiemi è un momento di confronto fra artisti provenienti  da differenti percorsi di ricerca che attraverso il supporto cartaceo riflettono sulla connessione tra esseri viventi senzienti, obbedienti, socialmente utili o politicamente scorretti, 27 artisti riuniti in un unico branco.

Artisti in mostra: Marco Useli, Filip Adrian Dziegielewski, Simone Loi, Patrizia Emma Scialpi, Emanuele Puzziello, Federico Lupo, Luigi Massari, Federico Carta, Marta Anatra, Claudia Matta, Gabriele Pais, Fabrizio Deidda, Enrico Pitzianti, Giacomo Zucca, Tellas, Roberta Feoli, Cosimo Piediscalzi, Monica Greco, Pasquale De Sensi, Mariella Manconi, Tonino Mattu, Silvia Mei, Dario Caria, Marina Scardacciu, Francesca Capra, Monica Gattari, Roberto Cireddu, Verdiana Siddi.


La fanzine Barbecue#5 sarà curata per questa occasione dallo staff della galleria.
In collaborazione con:
Poxart.it – Portale per l'Arte Contemporanea in Sardegna
Associazione Progetto Contemporaneo
Studio grafico Cabòri soluzioni creative


Intervista: Stefano Serusi / Patrizia Emma Scialpi
Patrizia Emma Scialpi (Taranto, 1984, vive e lavora tra Milano e Modena), artista, tra i fondatori dello spazio Underdogstudio, incontra Stefano Serusi (Alghero, 1980), in occasione della sua mostra presso Isola Libri, Milano.
Leggi l'intervista su Poxart.it Portale per l'Arte Contemporanea in Sardegna:http://poxart.it


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28 OTTOBRE  / 1 NOVEMBRE 2011
Fabrica Fluxus at Blooom
the creative industries art show
Staatenhaus am Rheinpark Auenweng 17
Cologne, Germany

Per il secondo anno Fabrica Fluxus Art Gallery partecipa a BLOOOM - the creative industries art show, evento dedicato alla promozione delle tendenze più avanzate della giovane arte internazionale. 
Per l'occasione verrà realizzato un intervento site-specific con la partecipazione di 14 artisti: La Stanza delle Necessità - una contemporanea wunderkammer.

Una generazione di giovani artisti, media espressivi ed estetiche diverse messi a confronto per dar vita ad una moderna wunderkammer, che tenti una ricognizione visiva e cognitiva, che provi ad interrogare il nostro mondo contemporaneo.
Così come "la camera delle meraviglie", collezioni di mirabilia, oggetti 'arte e curiosità di ogni genere, ambivano idealmente a ricostruire l'intero universo in una stanza, rappresentando una sorta di compendio che funzionasse da stimolo alla conoscenza, così diverse ricerche artistiche vengono messe insieme pronte a innescare rimandi, connessioni e scontri, porre domande, ipotizzare risposte e visioni. Un approccio eclettico e variegato il cui filo rosso è rintracciabile in una profonda attenzione per l'osservazione della Natura, per la natura delle cose, per il mondo animale e quello "culturale", interfacciato da un immaginario ora poetico e ironico, ora surreale, ritualistico e romantico in cui si fondono capriccio, curiosità, desiderio e fantasia.

ARTISTI: Nicola Alessandrini | Mariantonietta Bagliato | Claudia Giannuli | Ester Grossi | Luigi Massari | Pierpaolo Miccolis | Dario Molinaro | Thomas Raimondi | Elena Rapa | Michael  Rotondi | Paola Sala | Patrizia Emma Scialpi | Fernanda Veron | Red Zdreus 



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DAL 1 AL 30 APRILE 2011
TRACCE
a cura di Francesca De Filippi
Spazio Bellezza Osini, Bologna
  
La collettiva nasce con l'intento di dare agli artisti la totale libertà di narrare ciò che desiderano per poi mettere a confronto i diversi stili e le diverse narrazioni. 
La scelta degli artisti da coinvolgere si è basata quindi sulla potenza narratrice dei loro lavori.
La mostra è ospitata all'interno dello spazio Bellezza Orsini che opera, da poco più di un anno, nel panorama culturale bolognese promuovendo giovani artisti figurativi e dello spettacolo dal vivo.

Artisti in mostra:
Andrea Palamà
Arianna Piazza
Dario Molinaro
Emanuele Puzziello
Fabio Mazzola
Flavio Romualdo Garofano
Francesca de Cesare
Giacomo Bagnara
Luigi Copello
Luigi Massari
Pasquale de Sensi
Patrizia Emma Scialpi
Pierpaolo Febbo
Sam Punzina
Stefano de Longhi

Testo Critico: Francesca De Filippi


Orari: da giovedì a sabato dalle 18:00 alle 20:00
Ingresso libero con tessera associativa (costo 1 euro)
Info e prenotazioni: 3408882842 - 3383012252